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4. Se fossi un bravo insegnante…

Aggiornamento: 18 mar 2023


Pensieri e riflessioni di un giovane insegnante, attento a quanto gli accade intorno, di primo mattino, in procinto di entrare in aula.


Ogni volta che cambio scuola e mi trovo di fronte colleghi con qualche capello bianco che si muovono disinvolti tra corridoi, aule, cortili e collegi docenti, sento un brivido lungo la schiena: io non ce la farò mai!


Se fossi un bravo insegnante mi muoverei con la cartellina sottobraccio e la borsa stracolma di fogli, passi lunghi e decisi, saluterei i miei colleghi con lo sguardo fiero di chi, finalmente, ha trovato il proprio mestiere e lo sa fare.


Poi entrerei in aula, nessuno avrebbe più il coraggio di parlare e, aprendo il registro con lentezza, farei l’appello, sottolineando le assenze come mancanze gravi e i bambini avrebbero un po’ di timore nei miei confronti.


Sto pensando a tutto questo mentre, stamattina, in anticipo rispetto all’inizio delle lezioni, mi guardo intorno, seduto vicino alla fotocopiatrice, nell’atrio della scuola dove insegno.


Poi ecco che arriva Lucia, saluta il papà con un bacio frettoloso e poi mi corre incontro, mi si siede vicino e mi dice: “Lo sai che stamattina mia mamma mi compra un astuccio nuovo?” e poi corre via mentre altri due bambini mi passano accanto e mi sorridono.


Poi ecco che arriva irrefrenabile Martino, mi guarda e mi dice con atteggiamento serio: “Ricordati che ci devi leggere il terzo capitolo, ieri ce l’hai promesso!” e anche lui fila via verso i suoi compagni.


Di traverso, vedo Michele e Giulia che sono seduti a terra sopra i propri zaini con il libro aperto e non alzano gli occhi nemmeno per salutare i loro amici.


Alla fine, mi passa vicino Paola, la mia collega di matematica, che mi dice sorridendo: “Guarda cosa hai fatto con la nostra classe! Stanno diventando lettori accaniti, pensa che lo fanno anche nelle mie ore, finite le operazioni o il problema tirano fuori il libro e si immergono nelle pagine sognando chissà quali mondi. Li ho lasciati fare. Ho capito che hai fatto davvero un buon lavoro, sei un bravo insegnante!”


Me l’ha detto proprio Paola, la collega che più speravo di imitare e la mia risposta è stata un sorriso ricco di gratitudine.


Ho capito, sono sulla buona strada per diventare un bravo insegnante. Non mi mancano i silenzi preoccupati degli alunni e nemmeno gli sguardi di riverenza dei colleghi. Li osservo, i bambini, e mi piacciono i loro modi spontanei, il loro parlarmi fiducioso, le loro attenzioni verso tutti e il loro immancabile rispetto di regole e impegni assunti.


Sì, sono sulla buona strada per diventare un bravo insegnante…

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