Chi fa Sostegno ha una marcia in più!

Aggiornamento: 4 nov 2021


Sta per uscire, per i tipi di Erickson, il nuovo libro di Annamaria Giarolo: "Sostegno in pratica. Casi, strategie e strumenti normativi per una didattica efficace e inclusiva" .

Il libro verrà presentato ufficialmente il 12 novembre, in occasione del convegno, organizzato dalla casa editrice, “La Qualità dell'inclusione scolastica e sociale” (Rimini, 12-14 novembre). Per introdurre ai contenuti del manuale, ne parliamo con l’autrice.


Un manuale dedicato al sostegno. Perché l’hai voluto scrivere? Quali sono stati i motivi, quali le “spinte”?

Sono tanti, troppi, i luoghi comuni con i quali ho dovuto confrontarmi a lungo nel corso della carriera, come insegnante di sostegno ma anche di classe e poterci entrare dentro, senza timori, cercando di scardinare le convinzioni e le rigidità che impediscono il cambiamento è da tempo il mio desiderio. Ad esempio, pensare agli insegnanti di sostegno come di serie B quando invece hanno una specializzazione in più rispetto a quelli di classe mi è sempre sembrata una sorta di ingiustizia, non solo per l’insegnante ma soprattutto per gli alunni in quanto, quasi di riflesso, vengono vissuti anche loro come se fossero di serie B e di conseguenza esclusi dalla maggior parte delle attività di classe.


Ciascuno dei dieci capitoli è organizzato in tre parti; “La storia”, “L’approfondimento”, “La parola agli insegnanti di sostegno”. Perché ha questa struttura?

Partire dalla storia ritengo sia utile perché aiuta a vivere il contesto narrato come parte del proprio mondo e può aiutare nella ricerca di modalità alternative: ecco, è proprio la ricerca di soluzioni altre che mi ha spinto a scrivere sul sostegno perché troppo spesso negli ambienti scolastici si continua a sottolineare le mancanze anziché dar valore al tanto che può arrivare da chi invece, semplicemente, “funziona” in un altro modo. Nel testo sono riportati molti episodi di vita scolastica grazie all’apporto di insegnanti di sostegno con le quali ho collaborato a lungo ed è proprio in quei momenti di vita vera che la normativa, la ricerca e la teoria psicopedagogica sono di aiuto per far fronte alle diverse situazioni senza trascurarne la complessità.


Storia come filo conduttore, quanto c’è di personale?

Non è la mia storia naturalmente ma molte delle situazioni narrate mi sono capitate veramente o le ho viste accadere e mi sono rimaste impresse: da alcune di esse è arrivata una forte necessità di approfondire per andare oltre e non accettare come ineludibile il dato di fatto e quindi l’esclusione. Quasi sempre ho verificato che laddove vi è una stagnazione e sembra non esserci via d’uscita, l’aiuto arriva dalla capacità di osservare le cose da più punti di vista e poi dal coraggio di chiedere aiuto, senza timore del giudizio ma con la ferma condivisione che si tratta di un lavoro ad elevato livello professionalità che richiede una manutenzione continua.


Nella seconda parte, sviluppi i contenuti teorici pratici e normativi, presentati con numerosi schemi operativi e tabelle che saranno uno strumento prezioso per gli insegnanti. Nella terza, invece, dai la parola agli insegnanti di sostegno, in modo da integrare con le loro esperienze, aspettative e valutazioni quelle presentate nella “storia”.

Per poter costruire uno strumento ancor più orientato verso la pratica, sono partita dalla disponibilità di colleghe di sostegno con le quali ho condiviso molto nel corso dell’attività professionale e le ho invitate ad esprimere “senza peli sulla lingua” quanto accadeva nelle loro aule, mettendo in luce tanti aspetti del loro quotidiano scolastico e soprattutto ciò che maggiormente sta loro a cuore. Mi sono arrivati vissuti, pratiche, emozioni, frustrazioni, bisogni e necessità che mi hanno permesso di approfondire proprio quegli aspetti che rimangono legati ad una realtà scolastica così profondamente restia al cambiamento. È stato così prezioso il contributo delle colleghe, che ho voluto nominarle, una per una, al termine del libro, e le ringrazio ancora di cuore!


Quali sono i bisogni fondamentali di chi si approccia per la prima volta al sostegno?

Ho voluto scrivere questo manuale anche per offrire uno strumento operativo agli insegnanti che lavorano con la disabilità: talvolta è proprio quando ci si trova a fare i conti con il quotidiano scolastico e soprattutto con un contesto che tende a porre più barriere che offrire facilitatori è necessario dotarsi di modalità in grado di aiutare a livello normativo e teorico-pratico nella gestione delle situazioni complesse. Erroneamente, si tende a considerare la normativa scolastica come restrittiva e limitante quando in realtà, ad una lettura attenta e accorta, le opportunità inclusive sono diffuse nelle circolari e nei decreti e devono rimanere il faro che illumina tutto il percorso di ogni insegnante, di sostegno e di classe.


Pensi che sia utile anche ai Dirigenti?

Ho sempre ritenuto che sia determinante, in un istituto scolastico, un buon leader, in grado di costruire comunità di pratiche che sappiano prendersi cura del benessere di tutti e di ciascuno, senza lasciare indietro nessuno, un leader “illuminato” che pur applicando le regole sappia farne un uso a favore del buon funzionamento del sistema scuola, un leader che utilizza la comunicazione positiva. Nel libro ci sono spesso riferimenti al dirigente scolastico e alle tante azioni che vengono messo in atto e che creano le condizioni migliori sia per il cambiamento che per il raggiungimento di quella che è la mission educativa del sistema scolastico.


Durante il convegno sulla qualità dell’inclusione scolastica terrai un laboratorio, in presenza e poi anche online, il 13 novembre. Ci puoi anticipare i contenuti?

Nei primi capitoli del libro riporto spesso la necessità di acquisire una forma mentis inclusiva per diventare prima di tutto persone che sanno cogliere nella diversità l’elemento cardine delle nostre società: sono le differenze che garantiscono la ricchezza e il progresso, l’innovazione e la trasformazione e che hanno permesso alle diverse società di distinguersi sempre più per dignità, rispetto, condivisione e collaborazione. Ecco, questo sarà il filo conduttore del mio laboratorio perché credo fermamente che una riflessione seria su quella che è la propria scala di valori, sulle credenze e sulle motivazioni interiori, sulla propria idea di fondo che sostiene il concetto di umanità, produrrà un cambiamento sia nel proprio contesto di lavoro ma prima di tutto nella propria vita personale: come è possibile essere un insegnante senza aver riflettuto a fondo sul proprio concetto di educazione ed educabilità?


Il libro sarà disponibile dall'11 novembre, si può tuttavia già prenotare online con il bonus “Carta del Docente” nel sito della casa editrice, in IBS e in Amazon libri.



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