Smartphone, genitori e figli. Un patto per l'uso consapevole della Rete.

Aggiornato il: 23 dic 2019



Il 51% dei ragazzi tra i 15 e i 20 anni ha difficoltà a prendersi una pausa dalle nuove tecnologie, tanto da controllare lo smartphone in media 75 volte al giorno. Il 7% lo fa fino a 110 volte al giorno. I giovani hanno ammesso di non riuscire ad allontanarsi per almeno tre ore da questi dispositivi nel 79% dei casi, al punto che Il bisogno di controllare continuamente lo smartphone non li abbandona neppure di notte.


Ne ho parlato, il 19 dicembre scorso, ai genitori degli alunni della scuola primaria di Lonigo (Vicenza), nell’ambito della meritoria iniziativa, “Noi e i nostri figli: come educare, sostenere, aiutare la loro crescita”, articolata in quattro incontri con altri esperti, pedagogisti, e psicologi. Ho, infatti, chiuso la serie con la conferenza intitolata “Internet: pregi, difetti e pericoli del mondo interattivo e multimediale”.


Grazie alla lettura di alcune importanti ricerche, tra le quali, “Che genere di tecnologie? Ragazze e digitale tra opportunità e rischi”, a cura di Save the Children, si può delineare un mondo, quello della comunicazione online, del quale i giovanissimi, ragazzi e bambini, sono cittadini a pieno titolo, per via dell’impiego dei dispositivi mobili, dei computer di casa e della connessione al world wide web.


Cittadini, però, pochissimo o per nulla consapevoli dei pericoli e dei rischi per la loro salute a causa di un utilizzo a volte sconsiderato degli smartphone e del mancato controllo dei genitori.


L’indagine citata analizza una generazione di bambine e bambini cresciuta utilizzando la rete pressoché quotidianamente e considerando il web un vero e proprio spazio di socializzazione e conferma come l’accesso ad Internet avvenga in età sempre più giovane.


Proprio nella fascia 6-10 anni, infatti, i bambini usano la connessione da casa nel 54% dei casi, le bambine nel 53%. La percentuale sale con il crescere dell’età, per avere il suo apice tra i 15 e i 17 anni, con il 93,5% delle ragazze e il 94,2% dei ragazzi connessi.



Ovviamente, il mondo di noi adulti non è meno coinvolto. Veniamo interrotti ogni 180 secondi. Le distrazioni consumano il 28% della nostra giornata, così lavoriamo due ore in più per recuperare il tempo perso tra notifiche, gruppi WhatsApp, mail e conference call.


Il 70% degli italiani tra i 18 e i 44 anni controlla lo smartphone appena svegli, come prima azione della giornata e sono il 63% quelli che lo guardano prima di addormentarsi. Addirittura, il 68% degli italiani guarda lo smartphone anche se non ci sono notifiche.


Alla luce di questi dati (una piccola parte di quelli citati durante la serata) si capisce quali sono i modelli cui si ispirano i bambini e gli adolescenti nell’impiego dei dispositivi mobili e nella frequentazione di Internet!


Pensate che da una ricerca di AVG Technologies, risulta che Il 32% dei bambini si sente poco importante quando la mamma e il papà sono distratti dal loro telefonino ed hanno affermato che devono competere con la tecnologia per attirare l’attenzione dei loro genitori!


Oltre alle patologie e agli stati di dipendenza causati da un impiego incontrollato degli smartphone, ho cercato di dar conto dei lati oscuri del web, proprio il Dark Web, per stimolare i genitori presenti a intervenire per salvaguardare la salute e l’incolumità stessa dei figli e delle figlie, queste ultime bersagli di approcci online di stalking e di insulti sessisti.


Dopo la lettura di un decalogo, che inizia con il monito dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) di non dare smartphone ai ragazzi prima dei 12 anni di età, ho proposto ai genitori un contratto (elaborato da interessanti modelli proposti in diversi siti), da condividere con i figli al momento in cui affidano loro uno smartphone e o un tablet.


Responsabilizzare i figli riappropriandosi del ruolo di genitore come guida e riferimento è fondamentale per educare ad un uso consapevole dei dispositivi e della rete.


Ho concluso con l’elenco di alcune autorità di controllo (in primis la Polizia Postale) e suggerendo l’impiego di strumenti di Parental Control e programmi dedicati al controllo dell’attività dei minori in rete.

I genitori hanno ascoltato con attenzione, intervenendo al termine della mia esposizione con molte domande confermando il coinvolgimento dimostrato durante la serata.


Adriano Lubrano


Un ringraziamento al Sig. Paolo Miccoli per le foto.

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