Non di soli banchi vive la scuola! Parte seconda


La scuola è fatta di relazioni, di stare con gli altri, di imparare insieme agli altri!

Questo blog è il seguito di un post pubblicato in questo sito. Fa parte di una serie di considerazioni stimolate dalla situazione in atto nella Scuola italiana, retta da una ministra la cui attenzione pare sia calamitata dalla scelta dei banchi - in un contesto europeo che si aspetta riforme significative, specie nell'istruzione e nella formazione.


Quello che sembra venir meno, quando si dà una così forte risonanza all’arredamento scolastico è proprio il rispetto: delle persone, dei bisogni degli alunni/studenti, della professionalità dei docenti.

Il rispetto delle persone

La scuola è fatta di relazioni, di stare con gli altri, di imparare insieme agli altri (grandi pedagogisti hanno scritto a riguardo e andare a scomodarli sembra superfluo!), di litigare, fare pace e costruire nuove condizioni di convivenza, collaborazione e cooperazione, è fatta di ricerca e di esperienze, di rielaborazioni e nuove scoperte, è ricca di stimoli e di emozioni, di fatiche e di traguardi raggiunti: insomma sono le persone che fanno la scuola!

Il rispetto dei bisogni degli alunni/studenti

A scuola si va per imparare e diventare cittadini responsabili, capaci di costruire una comunità che sa prendersi cura l’uno dell’altro, in grado di accettare se stessi e i propri limiti, di riconoscere i propri punti di forza e di far leva su di essi per sostenere impegno e fatica; a scuola si va per lavorare in un ambiente che sa sostenere, incoraggiare, formare e portare avanti tutti, ognuno con il proprio modo di funzionare, non uno di meno.

Il rispetto della professionalità dei docenti

Insegnare è mettere in atto metodi di didattica attiva, dove lo studente costruisce il proprio sapere grazie al magistrale intervento del suo insegnante che, anziché pontificare da una cattedra lontana due metri, interagisce, motiva, stimola, provoca, sostiene, collabora e aiuta i propri alunni. Anni di formazione a riguardo la dicono lunga sulla strada percorsa da quei lontani anni ’80 (intendo 1880!) del libro Cuore.


La scuola ha bisogno di essere ascoltata, riconosciuta e rispettata: non bastano le continue enunciazioni di intenti se poi, alla misura dei fatti, le uniche azioni che vengono messe in atto sono “comprare banchi nuovi (con le rotelle)!”.

Avere rispetto significa non calare dall’alto le scelte ma avere il coraggio di ascoltare, significa imparare da chi ha “le mani in pasta” e sa che dovrà rimboccarsi le maniche per non venir meno alla “mission” educatrice della scuola.

Non sarà semplice ma non si potrà nemmeno evitare di tenerne conto, pena il venir meno dell’istituzione stessa!


Annamaria Giarolo


Continua...


Foto di emmaws4s da pixabay

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